Le associazioni di Veronetta, il tesoro del quartiere

Atlas#Veronetta non è un semplice studio su un quartiere, ma una ricerca-azione sul campo, realizzata grazie alla collaborazione dei cittadini. Per coinvolgere gli abitanti di Veronetta è stato fondamentale l’apporto della rete di enti e associazioni del consorzio di Atlas#Veronetta: 22 realtà, coordinate da Alteritas e VivInEuropa, che operano in settori differenti ma che sono accomunate dal loro legame con Veronetta.

Questi enti e associazioni, che abbiamo conosciuto più da vicino su questo sito con articoli e interviste dedicati, rappresentano il cuore pulsante del quartiere. I componenti di queste realtà  hanno partecipato alle interviste e alle indagini condotte dai dipartimenti di ateneo e ai workshop intensivi coordinati dal centro di ricerca francese Laa Lavue Ensa di Paris La Villete.

Abbiamo intervistato Chiara Stella, coordinatrice della rete associativa di Atlas insieme a Simona Marchesini, che ha riassunto il lavoro svolto e ringraziato le realtà del consorzio per l’impegno e la collaborazione.

 

La presenza dell’università a Veronetta, cosa ne pensano i cittadini?

Il gruppo del dipartimento di Scienze umane, diretto da Luigina Mortari, ha studiato l’impatto economico, sociale e culturale dell’università di Verona nel quartiere, attraverso un’indagine quantitativa che ha riguardato un campione di 350 residenti.

A livello generale, il 93,3% delle persone coinvolte nello studio valuta l’impatto dell’università sul quartiere in modo positivo. Tra gli intervistati è grande l’orgoglio per il recupero, da parte dell’ateneo, della nuova sede universitaria di Santa Marta, uno spazio che, per tanto tempo, è stato inutilizzato dalla cittadinanza. A questo si unisce una valutazione positiva della presenza dell’università a Veronetta anche per altri aspetti: la riqualificazione del quartiere, il rallentamento dell’abbandono da parte dei residenti, il ringiovanimento della popolazione e la vivacizzazione della vita culturale. Positivi, secondo i cittadini, anche l’incremento delle opportunità economiche portate dall’ateneo nel quartiere e l’aumento della sicurezza. E non è tutto, perché sono molti i residenti che, nonostante non siano iscritti ad alcun corso universitario, frequentano l’ateneo per partecipare a incontri, convegni, conferenze, eventi e cerimonie.

Non tutte le difficoltà del quartiere, però, si sono risolte con l’arrivo dell’università: il traffico, la mancanza di parcheggi e di spazi verdi, la poca cura delle strade e lo sporco dei marciapiedi sono elementi sottolineati dagli abitanti come problematici e irrisolti. Tuttavia emerge anche la consapevolezza che l’ateneo in questi anni non è stato presenza passiva: la sua presenza e il suo radicamento nel quartiere, secondo i residenti, possono rappresentare un punto di forza per il futuro di Veronetta.

Abbiamo parlato della ricerca del dipartimento di Scienze umane con la docente Paola Di Nicola.

Gli spazi del quartiere, tra antropologia e geografia

Prosegue il racconto dei risultati di Atlas#Veronetta. Dopo i focus dedicati al lavoro del centro di ricerca Laa Lavue Ensa di Paris La Villette e del dipartimento di Scienze giuridiche, è la volta del dipartimento Culture e Civiltà, diretto da Gian Paolo Romagnani. All’interno di questo dipartimento sono due i team che hanno lavorato allo studio conducendo un’analisi qualitativa di tipo etnografico e geografico degli spazi del quartiere.

Il team di antropologia ha realizzato una ricognizione degli spazi di Veronetta, lavorando sulle quotidianità del quartiere e facendone emergere punti di forza e problematiche. Grazie ad alcune interviste con gli abitanti, inoltre, il gruppo di studio ha messo in luce i luoghi più rappresentativi del quartiere e le sue centralità. Un altro elemento che è stato analizzato è il rapporto con il centro storico e con il turismo cittadino: molti degli intervistati auspicano che Veronetta non rimanga solo una zona comoda per alloggiare in città ma che ne vengano valorizzate le bellezze storiche e architettoniche.
Tra le loro attività, infine, i ricercatori hanno ideato “Il gioco di Veronetta”, un modo creativo e divertente per analizzare il quartiere e i suoi spazi attraverso la voce dei residenti ed evidenziare i luoghi più amati e quelli che invece creano un disagio.

Abbiamo parlato della ricerca del team di antropologia con Valentina Bonello.

Il team di geografia, invece, ha realizzato uno studio sui confini di Veronetta, differenziando quelli definiti dal Comune da quelli percepiti dai cittadini. Inoltre, gli studiosi del dipartimento hanno lavorato insieme ai ragazzi delle scuole primarie Bartolomeo Rubele e Abramo Massalongo e della scuola secondaria di I grado Duca D’Aosta. Durante appositi incontri nelle classi, realizzati con metodologie calibrate alle diverse età e grazie alla partecipazione attiva degli insegnanti, è emerso che secondo i ragazzi i problemi di Veronetta non sono la sicurezza o la presenza di immigrati, quanto la mancanza di spazi di aggregazione e la pulizia dei marciapiedi.
Ce ne parla Gianmarco Lazzarin.

La ricerca di Scienze giuridiche tra tempi, spazi e relazioni

Rileggere un quartiere da un punto di vista giuridico è possibile. Lo hanno dimostrato i ricercatori del dipartimento di Scienze giuridiche dell’università di Verona che hanno partecipato al progetto Atlas#Veronetta. La ricerca del team del dipartimento veronese, diretto da Donata Gottardi, ha offerto una lettura giuridica di tempi, spazi e relazioni di Veronetta, che ha suggerito alcune interpretazioni rispetto alla realtà del quartiere.

Abbiamo chiesto a Camilla Federici, tra i componenti del team di Scienze giuridiche, di presentarci i risultati dello studio.

Molti aspetti della ricerca sono stati analizzati grazie alla sinergia che si è creata con il team parigino del Laa Lavue Ensa di Paris La Villette. Una condivisione di materiali, ma anche di approcci e metodologie, che è stata molto significativa per entrambi i gruppi di studio.

Guardare Veronetta attraverso i suoi tempi: la ricerca del Laa

Iniziamo a raccontare in modo più approfondito i diversi filoni della ricerca Atlas#Veronetta, condotti dai team che hanno lavorato al progetto. Il Laa-Lavue Ensa di Paris La Villette, per esempio, ha analizzato il quartiere attraverso i suoi tempi: una lettura meno diffusa rispetto a quella legata agli spazi, che ha offerto numerosi spunti di riflessione su Veronetta e la sua trasformazione.

Durante i due workshop intensivi tenuti dai ricercatori del centro di ricerca francese a febbraio e giugno, è stata forte e molto positiva la collaborazione tra il team e il quartiere, con i membri delle associazioni del consorzio e semplici cittadini che hanno partecipato in modo attivo all’analisi. Intensa, inoltre, la sinergia che si è creata tra il gruppo parigino e i ricercatori del dipartimento di Scienze giuridiche dell’università di Verona che, grazie a un approccio interdisciplinare, hanno condiviso le metodologie di analisi e il materiale raccolto.

Abbiamo intervistato Alessia de Biase, responsabile scientifico del Laa-Lavue Ensa di Paris La Villette e le abbiamo chiesto di fare un bilancio dell’esperienza di Atlas#Veronetta.

I ricercatori del Laa Lavue Ensa di Paris La Villette hanno esaminato 12 tematiche legate ai tempi di Veronetta. Il lavoro del team parigino ha spaziato dall’analisi delle attività commerciali del quartiere allo studio di reti sociali e interazioni tra i cittadini, da una lettura cronologica dei ritmi di Veronetta all’individuazione delle sue centralità, fino all’analisi dell’evoluzione urbana del quartiere. In particolare, questo studio ha portato alla realizzazione di una cartografia per decenni, dagli anni 20 fino ai giorni nostri, dei progetti mai realizzati, che i ricercatori hanno chiamato “i futuri passati”. L’obiettivo era capire quali sono le tematiche urbane che hanno occupato i sogni e i dibattiti degli abitanti e dei tecnici delle amministrazioni locali per quasi un secolo: la mobilità e il cambio di destinazione di luoghi chiave del quartiere (come Passalacqua o Palazzo Bocca Trezza) sembrano essere da decenni il nocciolo della questione per Veronetta.

I diversi “cantieri di riflessione” hanno portato alla produzione di alcune tavole, che sono state mostrate ai cittadini a conclusione dei due workshop.

Presentati i risultati di Atlas#Veronetta

Si è concluso, dopo un anno di lavoro, il progetto Atlas#Veronetta, nato con l’obiettivo di analizzare da diversi punti di vista il quartiere di Veronetta e la sua trasformazione. Una ricerca-azione sul campo, realizzata in stretta collaborazione con i cittadini, che propone una nuova immagine di Veronetta, delle sue caratteristiche e problematiche.

I risultati del progetto sono stati presentati lunedì 13 novembre nella biblioteca Vanzetti di Palazzo Giuliari, nel corso di una conferenza stampa. Sono intervenuti Marta Ugolini, delegata del rettore alla Comunicazione, Donata Gottardi, direttrice del dipartimento di Scienze giuridiche, Alessia de Biase responsabile scientifico del Laa-Lavue Ensa  di Paris La Villette, Gian Paolo Romagnani, direttore del dipartimento Culture e civiltà, Paola Di Nicola, docente del dipartimento di Scienze umane e Chiara Stella,  insegnante dell’Istituto comprensivo 18 e coordinatrice della rete associativa di Atlas#Veronetta.

I risultati della ricerca. Veronetta è tante cose: è università, turismo, artigianato, ma anche il quartiere “storico” degli immigrati. Proprio a partire dalle peculiarità del quartiere, i ricercatori, insieme ai cittadini, hanno analizzato Veronetta in un’ottica interdisciplinare.
Il gruppo del dipartimento di Scienze umane, diretto da Luigina Mortari, ha studiato l’impatto economico, sociale e culturale dell’università di Verona nel quartiere, attraverso un’indagine quantitativa che ha riguardato un campione di 350 residenti. Tra gli intervistati è grande l’orgoglio per il recupero, da parte dell’ateneo, della nuova sede universitaria di Santa Marta, uno spazio che, per tanto tempo, è stato inutilizzato dalla cittadinanza. A questo si unisce una valutazione positiva della presenza dell’università a Veronetta anche per altri aspetti: la riqualificazione del quartiere, il rallentamento dell’abbandono da parte dei residenti, il ringiovanimento della popolazione e la vivacizzazione della vita culturale. Positivi, secondo i cittadini, anche l’incremento delle opportunità economiche portate dall’ateneo nel quartiere e l’aumento della sicurezza.

Il dipartimento Culture e civiltà, diretto da Gian Paolo Romagnani, ha condotto un’analisi qualitativa di tipo etnografico e geografico degli spazi del quartiere, cercando di far emergere il punto di vista degli abitanti. Il team di antropologia, tra le sue attività, ha ideato “Il gioco di Veronetta”, un modo creativo e divertente per analizzare il quartiere e i suoi spazi attraverso la voce dei residenti ed evidenziare i luoghi più amati e quelli che invece creano un disagio. Il team di geografi, invece, ha realizzato uno studio sui confini di Veronetta, differenziando quelli definiti dal Comune da quelli percepiti dai cittadini. Inoltre, gli studiosi del dipartimento hanno lavorato insieme ai ragazzi delle scuole primarie Bartolomeo Rubele e Abramo Massalongo e della scuola secondaria di I grado Duca D’Aosta. Durante appositi incontri nelle classi, realizzati con metodologie calibrate alle diverse età e grazie alla partecipazione attiva degli insegnanti, è emerso che secondo i ragazzi i problemi di Veronetta non sono la sicurezza o la presenza di immigrati, quanto la mancanza di spazi di aggregazione e la pulizia dei marciapiedi.

Il dipartimento di Scienze giuridiche, diretto da Donata Gottardi, si è occupato dell’analisi di spazi, tempi e relazioni che compongono il contesto urbano del quartiere, offrendo una lettura di tipo giuridico che ha suggerito alcune interpretazioni della realtà di Veronetta. Diversi aspetti di questa analisi sono stati approfonditi grazie alla sinergia con i ricercatori del Laa-Lavue Ensa di Paris La Villette, coordinati da Alessia de Biase. Attraverso un approccio interdisciplinare, infatti, i due gruppi di studio hanno condiviso le metodologie di lavoro e il materiale raccolto.

Nel corso di due workshop intensivi del progetto, che si sono svolti a febbraio e giugno e sono stati coordinati dal gruppo parigino, i due team hanno lavorato insieme su alcuni aspetti della vita del quartiere, grazie alla collaborazione con la rete associativa. In particolare, le indagini su tempi di Veronetta, evoluzione delle attività commerciali e trasformazioni urbane del quartiere, sono state realizzate alla luce dei passaggi salienti delle normative locali, ma anche regionali, nazionali ed europee, che hanno stabilito divieti, restrizioni, incentivi e liberalizzazioni. L’analisi dei commerci, per esempio, ha permesso di comprendere come le variazioni sugli orari di apertura e chiusura delle attività, imposte dalla legge, abbiano portato a una trasformazione della vita nel quartiere, modificando le abitudini dei suoi abitanti.

Realizzato in sinergia, infine, anche l’approfondimento dedicato alla rete delle relazioni di Veronetta. Attraverso l’analisi degli attori e delle loro relazione sono stati evidenziati quali sono i bisogni del quartiere e come la rete si attivi per farvi fronte. Lo studio ha sottolineato come l’intreccio dei rapporti tra i diversi attori coinvolga vari ambiti: da quelli culturali e di svago alla dimensione della vulnerabilità sociale, economica e culturale.

La metodologia. Questa ricerca-azione si è proposta di osservare il quartiere per far emergere nuove prospettive per guardare e analizzare la città grazie al coinvolgimento diretto dei cittadini, reso possibile anche dal consorzio di associazioni ed enti del territorio. Il nome del progetto accosta Veronetta al termine Atlas, atlante, che, in questo contesto, non è solamente uno strumento geografico ma una vera e propria metafora di un modo di lavorare che ha la prerogativa di accostare dei materiali differenti in grado di raccontare una situazione. La scelta di Veronetta per questo tipo di indagine non è stata casuale: il quartiere, infatti, può essere considerato un caso di studio interessante per la sua posizione geografica e per la sua evoluzione storica, demografica, sociale ed economica. Questo approccio, però, potrà essere riproposto anche in altri contesti, per analizzare con la stessa metodologia altre zone di Verona o altre città.

Verso la conclusione di Atlas#Veronetta

Manca circa un mese al termine delle attività di ricerca di Atlas#Veronetta. Il progetto, partito nell’ottobre scorso e realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariverona, è giunto alla sua fase conclusiva: per i ricercatori è arrivato il momento di mettere insieme gli elementi raccolti dai diversi team durante questi mesi di analisi sul campo.

I gruppi di ricerca dei dipartimenti Culture e Civiltà, Scienze giuriche e Scienze umane dell’università di Verona e del Laa-Lavue (Laboratoire Architecture Anthropologie) Ensa Paris La Villette-CNRS hanno condotto diversi studi con l’obiettivo di analizzare la città e la sua trasformazione a partire da un caso emblematico come quello di Veronetta.
Durante questi mesi di attività è stata fondamentale, inoltre, la collaborazione della rete di enti e associazioni che compongono il consorzio di Atlas: realtà diverse tra loro, accomunate da uno stretto rapporto con il quartiere e i suoi abitanti.

Nella prima fase del progetto sono stati indagati i tempi e gli spazi che fanno di Veronetta un quartiere riconosciuto mentre durante la seconda fase la ricerca si è focalizzata sulle quotidianità e le centralità che ne costituiscono l’ossatura. A febbraio e giugno Atlas#Veronetta ha vissuto due workshop intensivi, condotti dagli studiosi del centro di ricerca francese, durante i quali anche i cittadini del quartiere hanno avuto modo di partecipare attivamente al progetto.
Nella fase conclusiva, ora in corso, i ricercatori termineranno l’elaborazione dei dati e metteranno a fattor comune tutti gli elementi raccolti. A progetto concluso, quanto emerso dallo studio di Atlas#Veronetta sarà presentato attraverso alcune iniziative in via di definizioni. Ci saranno presto novità!

Si è concluso il secondo workshop di Atlas#Veronetta

Dopo una settimana di lavoro intensivo sul campo si è chiuso “Veronetta al quotidiano”, secondo workshop del progetto Atlas#Veronetta, condotto dal 3 al 10 giugno dai ricercatori del Laa-Lavue (Laboratoire Architecture Anthropologie) Ensa Paris La Villette-CNRS. I risultati del workshop sono stati presentati ai cittadini sabato 10 giugno, alle 16, nel giardino di Palazzo Bocca Trezza.

La ricerca si è articolata su tre livelli: tempi, relazioni e spazi. Per quanto riguarda i tempi è stato evidenziato come si sviluppa la vita di tutti i giorni del quartiere e come il ritmo di Veronetta cambi in funzione degli orari, dei giorni della settimana e del periodo dell’anno, anche a seconda dei differenti tipi di popolazione (residenti, turisti, studenti). Questa dimensione temporale della quotidianità è stata inoltre indagata da una prospettiva storica attraverso un’analisi delle attività commerciali di Veronetta dagli anni ‘30 fino a oggi. I ricercatori hanno poi ricostruito le relazioni all’interno del quartiere soffermandosi sui rapporti che intercorrono tra associazioni, differenti comunità e istituzioni. Per gli spazi, infine, sono state portate alla luce le centralità di Veronetta, ovvero i punti nevralgici della quotidianità degli abitanti. Inoltre è stato realizzato uno studio approfondito dei progetti che hanno riguardato il quartiere dal 1936 a oggi grazie a una serie di interviste con gli abitanti e alcuni attori istituzionali e tecnici che, negli anni, hanno lavorato a vario titolo nelle diverse amministrazioni comunali di Verona.

Abbiamo chiesto ad Alessia de Biase del centro di ricerca francese di presentarci lo studio.

I dati raccolti sono stati analizzati con una prospettiva a cavallo tra urbanistica, antropologia e giurisprudenza. Gli studiosi francesi, infatti, hanno lavorato a stretto contatto con i ricercatori del dipartimento di Scienze giuridiche dell’università di Verona che si sono soffermati sull’evoluzione della dimensione normativa e di come questa abbia influenzato i cambiati del quartiere. Ce ne ha parlato la ricercatrice Camilla Federici.

Si è concluso così anche il secondo workshop intensivo di Atlas#Veronetta. Il progetto proseguirà fino a settembre con l’ultima delle fasi estensive del progetto in cui i ricercatori dei dipartimenti di Scienze Giuridiche, Scienze umane e Culture e Civiltà dell’università di Verona concluderanno le analisi iniziate nei mesi scorsi.

Alla scoperta di Veronetta e dei suoi “quotidiani”

Mostrare “diverse Veronetta” a un gruppo di ricercatori francesi, giunti per la prima volta nella nostra città. È iniziato con una passeggiata nei quotidiani del quartiere il secondo workshop intensivo del progetto Atlas#Veronetta.

Nella mattinata di sabato 3 giugno gli studiosi del Laa-Lavue (Laboratoire Architecture Anthropologie) Ensa Paris La Villette-CNRS sono stati accompagnati per le vie di Veronetta dai rappresentati delle associazioni del consorzio di Atlas e da alcuni cittadini. Ognuno ha proposto un itinerario nel quartiere: c’è chi ha scelto di mostrare ai ricercatori il tragitto casa/lavoro e chi, invece, si è soffermato sui percorsi che è solito fare nei giorni liberi.

Sulla base delle diverse passeggiate gli studiosi francesi hanno realizzato una mappa che mette in luce i “percorsi nel quotidiano” di Veronetta:

Intanto proseguono i lavori di ricerca e analisi sul campo che si concluderanno sabato 10 giugno. Nella giornata finale del workshop ci sarà anche un momento di restituzione ai cittadini di quanto realizzato durante la settimana intensiva: l’appuntamento è alle 16 alla casa del custode del giardino di Palazzo Bocca Trezza.

Appuntamenti aperti al pubblico dal 3 al 10 giugno

Ci siamo. Il secondo worshop intensivo del progetto Atlas#Veronetta è alle porte. A partire da sabato 3 giugno un team di ricercatori francesi del Laa-Lavue (Laboratoire Architecture Anthropologie) Ensa Paris La Villette-CNRS torneranno a Verona per “Veronetta al quotidiano” che proseguirà fino al 10 giugno nella casa del custode del giardino di Palazzo Bocca Trezza. Oltre alle attività di ricerca e analisi, durante la settimana sono previsti alcuni momenti di incontro aperti a tutti.

In particolare, sabato 3 giugno è in programma una passeggiata nel quartiere con i ricercatori per far emergere i diversi “quotidiani” di Veronetta. La partenza sarà alle 10 dalla casa del custode del giardino di Palazzo Bocca Trezza. Martedì 6 giugno alle 20.30, sempre nel “quartier generale” del workshop, porte aperte ai cittadini per discutere insieme agli studiosi dei lavori in corso.  Nello stesso luogo, sabato 10 giugno alle 16, ci sarà la presentazione finale dei risultati della settimana di ricerca.

Il workshop coinvolgerà 16 studiosi francesi che lavoreranno a stretto contatto con i ricercatori dei dipartimenti Culture e Civiltà, Scienze giuridiche e Scienze umane dell’università di Verona. Sarà fondamentale, inoltre, la collaborazione dei cittadini e dei rappresentanti delle associazioni che compongono il consorzio di Atlas#Veronetta.